VENDERE GLI NPL E’ DIFFICILE?

Pillole di diritto

IL JOLLY NEL CASSETTO: AGLI INVESTITORI STRANIERI LE CASE E LE AZIENDE DEI DEBITORI

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Prosegue la frenetica produzione normativa diretta ad aiutare i fondi di investimento e le società di cartolarizzazione (per lo più di matrice estera) a recuperare i crediti deteriorati, i famosi NPL (non performing loans), di cui si parla ogni giorno.

Il legislatore nazionale, premuto dalle statistiche internazionali che fotografano l’incapacità strutturale del sistema giudiziario nel gestire con efficacia ed efficienza le procedure esecutive e dalle esigenze del ceto bancario di liberarsi dei crediti deteriorati, senza svenderli, prosegue nella metodica demolizione di capisaldi tradizionali dell’ordinamento giuridico, fino a pochi anni fa intoccabili.

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LA DISTRIBUZIONE COMMERCIALE IN IRAN

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Pur non essendo previsto dal Codice Civile Iraniano (CCIr), il contratto di distribuzione è ammesso pacificamente nell’ordinamento di quel paese. Le sue caratteristiche si ricavano infatti dalla prassi commerciale internazionale, dagli usi locali e dalle differenze che lo contraddistinguono in rapporto al mandato o all’agenzia, disciplinati dagli artt. 656 e ss. CCIr.

Il distributore è una persona fisica o giuridica, necessariamente iraniana, che compra un bene o fornisce un servizio per proprio conto, nei confronti dei clienti del territorio ad esso assegnato. Il suo compenso è rappresentato dalla differenza ricavata tra il prezzo di rivendita e il prezzo di acquisto dei beni.

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IRAN, LE SOCIETA’ COMMERCIALI

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Il Codice di Commercio dell’Iran (IR-CC) prevede diversi tipi di impresa collettiva, senza considerare la società cooperativa*:

1. Sherkat-e sahami – joint stock company or corporation
2. Sherkat ba masouliyat-e mahdoud – limited liability company
3. Sherkat-e tazamoni – general partnership
4. Sherkat-e mokhtalet-e gheyr sahami – limited partnership
5. Sherkat-e mokhtalet-e sahami – joint stock partnership
6. Sherkat-e nesbi – proportional liability partnership
7. Joint venture companies
8. Foreign Companies’ branch – Representative office

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IRAN, L’ESPORTAZIONE DEI BENI DUAL USE DAI PAESI DELL’UE

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Nella normativa dell’Unione Europea vengono definiti “prodotti a duplice uso” (dual use goods) i prodotti, inclusi il software e le tecnologie, che possono avere un utilizzo sia civile sia militare; essi comprendono tutti i beni che possono avere sia un utilizzo non esplosivo sia un qualche impiego nella fabbricazione di armi nucleari o di altri congegni esplosivi nucleari (art. 2.1 Reg. CE n. 428/2009).

Il Regolamento CE 428/2009, come modificato dal Regolamento UE 1232/2011, subordina l’esportazione e la vendita di prodotti dual use al rilascio di specifiche autorizzazioni, tra cui spiccano due tipologie in particolare:

autorizzazione generale dell’Unione Europea (AGEU), che si divide a sua volta in sei sottotipi differenti, a seconda dei paesi di destinazione e/o del tipo di merci;

autorizzazione generale nazionale (AGN), si tratta dell’autorizzazione più diffusa, rilasciata dagli organi competenti del paese in cui ha sede l’operatore economico deciso ad esportare un prodotto dual use. Essa è necessaria ogniqualvolta non sia espressamente richiesta una AGEU.

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BREVI NOTE SULLA CHIUSURA ANTICIPATA DEL PROCESSO ESECUTIVO PER INFRUTTUOSITA’

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L’art. 164 bis, disp. att. c.p.c.” Infruttuosità dell’espropriazione forzata”

L’articolo, inserito nelle disposizioni di attuazione del codice di rito dall’art. 19, co. 2, lett. b), d.l. 12 settembre 2014, n. 132 (conv. con modific. in l. 10 novembre 2014, n. 162), stabilisce che «quando risulta che non è più possibile un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo, è disposta la chiusura anticipata del processo esecutivo».
La norma è entrata in vigore il giorno 11 settembre 2014 e si applica anche ai procedimenti pendenti a quella data: essa consente al giudice dell’esecuzione di disporre la chiusura anticipata per infruttuosità della procedura esecutiva, indipendentemente dalla volontà del creditore.

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